La Giornata Mondiale del Primo Soccorso è un appuntamento internazionale dedicato alla diffusione della cultura del Primo Soccorso e delle competenze necessarie per intervenire correttamente durante un’emergenza.
Nel 2026 la Giornata Mondiale del Primo Soccorso si celebra sabato 12 settembre. La ricorrenza cade infatti ogni anno il secondo sabato di settembre. È promossa a livello internazionale dalla Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, IFRC, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sull’importanza delle competenze di Primo Soccorso nella popolazione.
Per chi lavora in azienda, il tema assume un significato ancora più concreto.
Un malore. Un trauma. Una caduta. Un’ustione. Un arresto cardiaco.
Sono situazioni che possono verificarsi anche durante una normale giornata di lavoro.
E in questi casi il tempo che passa tra l’evento e l’arrivo dei soccorsi può essere determinante.
Il Primo Soccorso non sostituisce l’intervento dei professionisti sanitari. Serve a gestire correttamente i primi momenti dell’emergenza.
Nel mondo del lavoro questo principio si integra con gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 e dal D.M. 388/2003. Quest’ultimo disciplina l’organizzazione del pronto soccorso aziendale, la classificazione delle aziende e la formazione degli addetti al Primo Soccorso.
Ma la Giornata Mondiale del Primo Soccorso va oltre l’adempimento normativo.
Il suo messaggio è semplice: sapere cosa fare può fare la differenza.
1. Giornata Mondiale del Primo Soccorso: quando nasce e perché si celebra
La Giornata Mondiale del Primo Soccorso viene celebrata ogni anno il secondo sabato di settembre.
La ricorrenza è stata istituita nel 2003. Da allora è diventata un momento internazionale di sensibilizzazione sulle competenze di Primo Soccorso e sulla necessità di rendere queste conoscenze accessibili al maggior numero possibile di persone.
Ma perché dedicare una giornata internazionale al Primo Soccorso?
La risposta riguarda un principio fondamentale della gestione delle emergenze.
L’intervento non inizia necessariamente quando arriva un’ambulanza.
Inizia spesso prima.
Può iniziare con la persona che assiste all’evento. Con un collega. Con un familiare. Con un passante.
Quella persona potrebbe non essere un medico. Non essere un infermiere. Non avere competenze sanitarie professionali.
Può però aver ricevuto una formazione adeguata.
Può sapere come riconoscere una situazione potenzialmente grave. Può sapere come attivare correttamente i soccorsi. Può sapere quali comportamenti evitare. Può conoscere le principali manovre di Primo Soccorso e, quando formata, le tecniche di rianimazione cardiopolmonare e BLSD.
È questo il concetto alla base della Giornata Mondiale del Primo Soccorso.
Trasformare una persona che assiste a un’emergenza da spettatore passivo a possibile primo anello della catena dei soccorsi.
La formazione assume quindi un ruolo fondamentale.
E non riguarda soltanto gli ambienti sanitari: riguarda scuole. Aziende. Palestre. Impianti sportivi. Luoghi pubblici. Cantieri. Uffici. Attività commerciali… Riguarda la vita quotidiana.
Una curiosità interessante è che la ricorrenza non è legata a una singola tipologia di emergenza. Il Primo Soccorso comprende infatti un insieme molto ampio di competenze. Dalla gestione di piccoli traumi fino alle situazioni tempo-dipendenti nelle quali è necessario attivare immediatamente il sistema di emergenza.
2. Primo Soccorso sul lavoro: cosa prevede la normativa italiana
Nel contesto lavorativo, il Primo Soccorso non è soltanto una buona pratica.
È inserito nel sistema di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
In particolare, l’articolo 45 stabilisce che il datore di lavoro deve adottare i provvedimenti necessari in materia di Primo Soccorso e di assistenza medica di emergenza. Deve inoltre tenere conto della natura dell’attività, delle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva e dei fattori di rischio presenti.
Le modalità operative sono definite dal D.M. 388/2003.
Il decreto distingue le aziende in gruppi A, B e C sulla base di specifici criteri.
La classificazione incide sull’organizzazione del Primo Soccorso aziendale e sulla formazione degli addetti.
Tra gli elementi da considerare rientrano:
- numero dei lavoratori
- tipologia dell’attività
- fattori di rischio
- appartenenza a determinate categorie produttive
- indice infortunistico
- caratteristiche dell’unità produttiva.
Il datore di lavoro deve quindi organizzare il sistema di Primo Soccorso in relazione alla propria realtà aziendale.
Una piccola impresa artigiana non presenta necessariamente gli stessi rischi di un’azienda edile.
Un ufficio non ha la stessa esposizione di un’officina.
Un’impresa che opera in cantiere presenta scenari differenti rispetto a un’attività commerciale.
La valutazione dei rischi deve quindi essere il punto di partenza.
Chi è l’addetto al Primo Soccorso?
È il lavoratore designato dal datore di lavoro per svolgere i compiti previsti dall’organizzazione aziendale del Primo Soccorso.
Non è un medico o un operatore sanitario.
È un lavoratore che ha ricevuto una formazione specifica e che deve essere in grado di intervenire nell’ambito delle proprie competenze.
Il D.M. 388/2003 stabilisce contenuti e durata della formazione in funzione della classificazione dell’azienda.
Per le aziende del gruppo A il percorso formativo ha durata maggiore rispetto ai gruppi B e C.


La formazione comprende aspetti teorici e pratici.
Tra gli argomenti rientrano:
- riconoscimento delle emergenze sanitarie
- valutazione dello stato dell’infortunato
- gestione dei principali traumi
- interventi in caso di emorragie
- gestione di situazioni di shock
- interventi in caso di esposizione a sostanze nocive
- tecniche di rianimazione
- acquisizione delle capacità pratiche di intervento.
Questo è un punto spesso sottovalutato.
Il Primo Soccorso è una competenza pratica.
E le competenze pratiche non dovrebbero essere lasciate ferme per anni.
3. Primo Soccorso e BLSD: qual è la differenza?
Primo Soccorso e BLSD sono concetti collegati.
Il Primo Soccorso comprende un insieme ampio di conoscenze e procedure finalizzate a prestare una prima assistenza a una persona in difficoltà, in attesa dell’arrivo dei soccorsi qualificati.
Il BLSD ha invece un focus specifico.
BLSD significa Basic Life Support and Defibrillation.
Il percorso riguarda le manovre di supporto delle funzioni vitali e l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico o automatico esterno, il DAE, secondo le procedure previste dalla formazione.
In caso di arresto cardiaco, la rapidità di intervento è un elemento fondamentale.
La sequenza generale prevede il riconoscimento dell’emergenza, l’attivazione del sistema di emergenza, l’inizio delle manovre appropriate e l’utilizzo del DAE quando disponibile e quando l’operatore è formato al suo utilizzo.
In Italia la materia dei defibrillatori è stata rafforzata dalla Legge 4 agosto 2021, n. 116, dedicata alla diffusione e all’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici.
La normativa ha favorito la progressiva diffusione dei DAE in numerosi contesti.
Un ulteriore riferimento è rappresentato dal D.P.C.M. 23 settembre 2024, che richiama espressamente la formazione sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’abilitazione all’utilizzo del defibrillatore, identificandola come BLSD adulto e pediatrico. Il provvedimento richiama inoltre la necessità di formare un numero congruo di utilizzatori in relazione ai tempi di accesso al DAE.
Un corso di Primo Soccorso aziendale e un corso BLSD possono essere entrambi estremamente utili.
Ma rispondono a esigenze formative differenti.
Il Primo Soccorso ha un campo di applicazione più ampio.
Il BLSD è focalizzato sull’arresto cardiaco e sull’utilizzo del defibrillatore.
Per un’azienda può quindi essere utile valutare entrambe le competenze in funzione dei rischi, dell’organizzazione interna e della presenza di un DAE.
Una curiosità sul DAE
Il defibrillatore non deve essere considerato come una macchina destinata esclusivamente ai sanitari.
La normativa italiana ha progressivamente ampliato la possibilità di utilizzo dei DAE da parte di personale formato e, nei casi previsti dalla legge, anche da persone non formate che agiscono in condizioni di necessità, secondo quanto stabilito dalla disciplina vigente. (Gazzetta Ufficiale)
4. Gli obiettivi della Giornata Mondiale del Primo Soccorso
La Giornata Mondiale del Primo Soccorso non nasce per trasformare tutti in soccorritori professionisti.
L’obiettivo è diverso.
È diffondere una cultura dell’intervento consapevole.
L’IFRC sottolinea l’importanza di rendere le competenze di Primo Soccorso accessibili e di aumentare la consapevolezza della popolazione sulla capacità di intervenire durante un’emergenza.
Ci sono almeno quattro obiettivi fondamentali.
1. Sapere riconoscere un’emergenza
Il primo errore può essere non riconoscere la gravità della situazione.
Un malore improvviso non è necessariamente un problema passeggero.
Una persona che non risponde agli stimoli può trovarsi in una situazione critica.
Riconoscere rapidamente un’emergenza permette di attivare prima la catena dei soccorsi.
2. Sapere attivare correttamente i soccorsi
Una telefonata efficace al sistema di emergenza può fornire informazioni essenziali.
Dove è avvenuto l’evento.
Cosa è successo.
Quante persone sono coinvolte.
Quali condizioni presenta la persona.
Quali rischi sono presenti per chi sta intervenendo.
Sono informazioni che possono aiutare gli operatori della centrale a gestire correttamente l’intervento.
3. Evitare comportamenti improvvisati
Il Primo Soccorso non significa fare tutto ciò che sembra utile.
Significa fare ciò che si è in grado di fare in sicurezza.
Un soccorritore improvvisato può esporsi a rischi inutili. Può peggiorare una situazione. Può intervenire senza avere valutato l’ambiente.
La prima regola è quindi tutelare la propria sicurezza.
Pensiamo a un infortunio in un cantiere.
Se un lavoratore rimane coinvolto in un incidente, non è automaticamente corretto precipitarsi verso di lui.
Prima bisogna valutare la scena.
Potrebbero essere presenti elettricità. Macchinari in movimento. Sostanze pericolose. Rischio di crollo. Traffico veicolare. Fumi o atmosfere pericolose.
Il Primo Soccorso comincia anche da qui.
4. Trasformare la formazione in una competenza reale
Un attestato non equivale automaticamente a una competenza consolidata.
La formazione pratica serve proprio a trasformare la teoria in capacità operative.
Per questo le esercitazioni sono importanti.
Provare una manovra in un contesto formativo è molto diverso dal doverla affrontare per la prima volta durante un’emergenza reale.
È anche per questo che i percorsi di Primo Soccorso e BLSD prevedono componenti pratiche.
La sicurezza si impara anche facendo.
5. Primo Soccorso in azienda: consigli pratici per una PMI
Per una PMI la Giornata Mondiale del Primo Soccorso può diventare un’occasione concreta per fare un piccolo audit interno.
Non servono necessariamente grandi interventi.
È possibile partire da alcune domande semplici.
Gli addetti sono ancora formati?
Verificare la data dell’ultimo corso.
Il D.M. 388/2003 prevede l’aggiornamento triennale della formazione degli addetti, almeno per la parte pratica. (Ministero della Salute)
Un controllo periodico della documentazione permette di evitare che una scadenza venga dimenticata.
Il sistema di Primo Soccorso è coerente con i rischi?
La presenza di un addetto formato non è sufficiente.
Bisogna verificare che l’organizzazione sia adeguata alla realtà aziendale.
Bisogna considerare turni. Assenze. Distribuzione dei lavoratori. Dimensioni dei locali. Attività svolte.
In una PMI con più reparti può essere necessario ragionare anche sulla presenza effettiva degli addetti durante l’orario di lavoro.
La cassetta di Primo Soccorso è controllata?
Il materiale deve essere mantenuto disponibile e in condizioni di utilizzo.
È utile verificare periodicamente:
- integrità dei materiali
- scadenze
- disponibilità dei presidi
- eventuali materiali utilizzati
- accessibilità della cassetta
- corretta segnalazione.
Non serve a molto avere una cassetta completa se nessuno sa dove si trova.
Il DAE è realmente pronto all’utilizzo?
Se in azienda è presente un DAE, è importante verificarne periodicamente le condizioni.
Occorre controllare che sia accessibile. Che sia correttamente segnalato. Che sia sottoposto alla manutenzione prevista. Che gli elementi soggetti a scadenza siano controllati.
E soprattutto è utile sapere chi è stato formato per il suo utilizzo.
Le persone sanno cosa fare?
Questa è forse la domanda più importante.
Provate a chiedere a un lavoratore:
“Se un collega perde improvvisamente conoscenza, cosa fai?”
La risposta dovrebbe essere immediata.
Perché dovrebbe sapere almeno come comportarsi. Chi chiamare. Come attivare il sistema di emergenza. Dove si trova il materiale di Primo Soccorso. Dove si trova il DAE, se presente. Chi sono gli addetti.
Giornata Mondiale del Primo Soccorso 2026: dalla formazione alla capacità di intervenire
La Giornata Mondiale del Primo Soccorso 2026 arriva in un momento nel quale la formazione sulla sicurezza continua a evolversi.
Nel mondo del lavoro, il Primo Soccorso rappresenta una componente del più ampio sistema di prevenzione previsto dal D.Lgs. 81/2008.
Il D.M. 388/2003 continua a rappresentare il riferimento specifico per l’organizzazione del pronto soccorso aziendale. La Legge 116/2021 e i successivi provvedimenti hanno rafforzato il quadro relativo ai defibrillatori e alla loro diffusione.
Ma la normativa, da sola, non basta.
Perché formare un addetto al Primo Soccorso significa preparare qualcuno a intervenire.
E costruire una vera cultura del Primo Soccorso significa fare in modo che, davanti a un’emergenza, qualcuno sappia trasformare i primi secondi in un’opportunità concreta di aiuto.